Le scosse in Europa per gli eventi in USA, Francia, Regno Unito, Iran e Cina

Le scosse in Europa e il plenum cinese

Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 06 luglio 2024

In questa prima metà di luglio sono accaduti o stanno accadendo eventi che, in un breve o più lungo spazio di tempo, influiranno in modo determinante sulla vita del pianeta. Avvenimenti dei quali non sempre comprendiamo l’importanza.

Cominciamo da quello che è accaduto proprio il primo luglio, cioè il giorno della sentenza della Corte Suprema Americana che, sostanzialmente, ha reso il Presidente non perseguibile per qualsiasi tipo di reato compiuto nell’esercizio delle sue funzioni.

La conseguenza immediata è che Trump può affrontare senza alcun rischio le prossime elezioni, ma le conseguenze successive di questa decisione gli permetteranno non solo, come si è esplicitamente espresso lo stesso Trump, di annientare i suoi avversari politici, ma permetteranno a qualsiasi presidente (come ha sostenuto la giudice federale Sotomayor) di organizzare un colpo di stato o di accettare una tangente senza alcun possibile rischio.

A parte queste ipotesi estreme, è certo che si tratta di una decisione che cambia radicalmente gli equilibri, da sempre esistenti nella democrazia americana, fra Senato e Camera dei rappresentanti da un lato e il Presidente dall’altro. Un ulteriore messaggio di indebolimento del metodo democratico che proviene dal paese che ne rappresenta il simbolo stesso.

Un secondo avvenimento è la vittoria laburista nelle elezioni britanniche. Non si tratta di un semplice cambio di governo e, quindi, di una nuova politica interna dopo quattordici anni di dominio dei conservatori, ma dell’atteso inizio di una maggiore collaborazione fra l’Unione Europea e la Gran Bretagna.

Non si prospetta certo un ritorno nell’Unione dopo la Brexit, ma l’inizio di un dialogo più costruttivo con conseguenze non ancora prevedibili. Personalmente ho scommesso che il ritorno del figliol prodigo britannico nelle braccia europee avverrà entro quindici anni, ma compiendone ormai ottantacinque si tratta di una scommessa di cui non avrò la responsabilità di controllare l’esito.

Il terzo evento della prima quindicina di luglio riguarda naturalmente il ballottaggio delle elezioni francesi. Non credo che assisteremo alla rivoluzione totale che molti prevedevano, ma ci sarà certamente una Francia meno governabile, anche per l’indebolimento del Presidente Macron, indebolimento che è conseguenza inevitabile del suo errore di sciogliere l’Assemblea Nazionale, qualsiasi sia il risultato del ballottaggio di domani.

Tutto questo obbliga ad un necessario ripensamento del rapporto fra Germania e Francia. Un rapporto di collaborazione che, pur fra alti e bassi e con un ruolo italiano costantemente determinante, ha sempre dettato la direzione del cammino europeo.

I rapporti fra questi tre protagonisti non sono certamente resi più facili dal combinato disposto tra i risultati elettorali, le decisioni francesi, la fragilità della coalizione tedesca e l’atteggiamento di distacco assunto dall’Italia.

I punti interrogativi aperti da questi nuovi rapporti non riguardano tanto le imminenti nomine dei vertici europei, dato che i nomi dei candidati non sono mutati in conseguenza di tutti questi imprevisti comportamenti. Tuttavia è chiaro che, qualsiasi sia la decisione del Parlamento, i nuovi eletti dovranno risvegliare il progetto europeo con proposte così nuove e radicali da coinvolgere direttamente i cittadini.

Proprio il giorno 15 si celebrerà un altro avvenimento politico di grande importanza, ma finora del tutto trascurato. Si tratta del terzo Plenum del Partito Comunista Cinese. Un’assemblea che doveva svolgersi nello scorso anno, ma che è stata rimandata proprio per la difficoltà di prendere decisioni condivise su un’agenda di importanza eccezionale. Un’agenda divenuta ancora più importante in conseguenza dell’aumento delle tensioni, soprattutto in campo economico, intervenute negli ultimi mesi. L’obiettivo manifesto del Plenum è quello di creare una “economia di mercato socialista entro il 2035“.

Dietro a una denominazione così generica si nasconde invece un elevatissimo livello di attesa da parte di tutti gli osservatori per un evento ritenuto cruciale per la direzione della futura politica cinese. Riguardo alla politica interna gli esperti attendono decisioni fondamentali, capaci di porre rimedio alla crisi dell’edilizia, di ravvivare la troppo scarsa domanda interna e di trovare le risorse per gli investimenti necessari per la modernizzazione del settore produttivo e per l’aumento della spesa sociale.

A questo si aggiunge l’obiettivo di rafforzare la presenza cinese nei settori di punta, come l’economia digitale e l’intelligenza artificiale. L’attesa è tale che questo Plenum viene paragonato all’analogo terzo Plenum del 1978 in cui Deng Xiaoping ha rivoluzionato l’economia cinese aprendola ai mercati esteri e agli imprenditori privati.

Non si tratterà forse di decisioni di importanza così radicale, ma le probabili novità sul posizionamento interno ed estero della Cina avranno un’influenza determinante su tutto il mondo.

Nell’elenco delle tante importanti novità di questa prima quindicina di luglio dovrei aggiungere anche il secondo round delle elezioni del presidente della Repubblica iraniana, dopo la morte del predecessore in un incidente di elicottero nello scorso maggio. Tuttavia non si prospettano conseguenze a breve, dato che il vero potere, almeno per ora, rimane nelle mani della guida suprema Khamenei. Comunque, anche senza un imminente prospettiva di mutamento della politica iraniana, di novità ne abbiamo abbastanza. Senza contare che ve ne potrebbero essere anche da parte del Presidente Biden.

 

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!

Dati dell'intervento

Data
Categoria
luglio 6, 2024
Articoli, Italia